A Budapest, capitale del tempo libero

Da un pomeriggio in un cafè non pretendo molto di più di un po’ di relax, la quiete per leggere un buon libro, un caffé decente e, al limite, un incontro fortuito. Di solito non mi aspetto di fare un viaggio nel tempo.

A Budapest entrare in un cafè vuol dire tornare nel passato , trovarsi immersi in una suggestiva atmosfera anni ’50 o ’60 e perdersi nel fantasticare sulle origini dell`arredamento e dei fitti decori, veri e propri cimeli. Potremmo anche dire cianfrusaglie, ma a guardarli bene sono pezzi di antiquariato, rimasugli di infanzie e di vite, preziosi pezzi di passato ormai fuori dalle nostre case “ikeizzate”.

Poltrone spaiate, una diversa dall’altra, tavoli ricoperti da tovaglie sgargianti e setose, strane sculture, mobili e complementi d’arredo dai colori caldi, vissuti, bambole, quadri, scatole di vecchi prodotti. Un patchwork che solo dal vivo si può trovare bello. A raccontarlo viene da storcere la bocca al pensiero di una tale pacchiana accozzaglia. In realtà invece non ci troviamo in un luogo arredato con cattivo gusto, ma in una dimensione viva, vintage e unica nel suo genere. Un’isola felice per gli scrittori, che possono trovare ispirazione a poco prezzo e andandola a cercare in posti precisi. I locali di Budapest sono caratteristici oltre ogni limite.

La sera vado a prendere la birra al Szimpla con gli amici. Entriamo nel basamento di un palazzo uguale agli altri, con un’insegna non vistosa. Del resto il posto non ha bisogno di luci e insegne vistose tanto è conosciuto. Passiamo attraverso alle fasce di plastica che di solito stanno all’entrata di mercati e negozi di alimentari, per ritrovarci nello spoglio, freddo ingresso del casamento. Seguiamo la freccia ed entriamo nella calda dimensione Szimpla. Giovani da tutto il mondo chiacchierano animatamente, facendo conoscenza con chiunque con estrema naturalezza e sorseggiando birra fresca o gustando una palinka, il liquore tipico ungherese. Due piani enormi di locale e non si trova posto a sedere. Eppure di posti ce ne sono, e di tutte le fogge. Dai divani, agli sgabelli, passando per sedie di legno e di plastica fino ad arrivare ai pezzi più originali, come i sedili del treno e la vasca da bagno, spesso scelta dalle coppiette per amoreggiare. Muri ricoperti da qualunque cosa sia passato per la mente di attaccarci ai vari proprietari succedutosi nel tempo. Dipinti, balocchi, poster, pupazzetti, carta da parati, ma anche radiografie e tante lucine colorate. L’importante è che niente sia standard. Neanche i bagni. Al Kuplung, un locale underground famoso per i suoi concerti metal, la toilette è tappezzata di fumetti. Sailor Moon e supereroi vari. Un classico che ricorre in vari locali serali sono le vecchie auto decappotabili. Puoi sedertici a fare una foto , ma anche trascorrerci la serata. Ideale per fare conoscenza con giovani stranieri anche il Mummus, sempre un palazzo adibito a locale, dove puoi scegliere una stanza e accomodarti in poltrona come a casa, divertendoti a guardare dipinti, scritte, quadri e murales di cui i muri sono pieni, a dir poco. Stesso vale per l`Istant, dotato anche di un vasto seminterrato dove ballare. Niente da dire, gli ungheresi si sanno divertire. Chi ama la discoteca può farne una ragione di vita in una città che offre ogni sera della settimana un programma di party ampio e per tutti i gusti, con la maggior parte degli eventi ad entrata libera (specie per le donne, quasi mai costrette a tirare fuori il portafoglio) o al costo di circa 3 euro (1000 fiorini è il prezzo più diffuso) e una dosa di fantasia non indifferente. Dalle feste a tema, per le quali occorre vestirsi ad esempio tutti di bianco, a quelle con incontro programmato, in cui insieme al biglietto e al timbrino sul dorso della mano ricevi un numerino adesivo rosso per le donne e nero per gli uomini. Scopo della nottata sarà trovare il proprio match (o nascondersi in caso di abbinamento non decente). I parti tematici arrivano a superare il limite della decenza, basta pensare alla serata per “prostitute e camionisti” o a quella per “conigliette”. Del resto in Ungheria quando si tratta di divertirsi tutto è concesso

 Claudia Leporatti

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